Cosa fare e quali documenti esibire in caso di verifica fiscale ad una associazione?

Essere certi che l'associazione che si amministra svolga le attività in maniera corretta e coerente con la normativa di riferimento, è la regola principale per fare sonni tranquilli e non incorrere in gravose responsabilità. La documentazione dell'associazione, in primo luogo, va tenuta ordinata e prontamente reperibile.

La verifica mira anche ad accertare la natura associativa mediante altri indicatori (dichiarazioni dei soci, post sui social, avvisi affissi in sede, tesseramenti e via discorrendo), ma i documenti sono alla base di tutto, per cui è importante essere precisi e puntuali ad ogni richiesta. In ogni caso, la base di partenza di un accertamento è sempre la documentazione, obbligatoria e ono obbligatoria, che l'associazione deve possedere. Ad ogni controllo, infatti, si ha l’obbligo di fornire tutta la documentazione richiesta, se per qualsiasi motivo l'associazione non è in grado di fornirli o di indicare tempestivamente l’eventuale altra sede dove gli stessi sono custoditi, sarà sanzionata. Con una ulteriore penalizzazione: in caso di ricorso contro l’eventuale verbale di accertamento, non si potranno esibire come documenti di parte, quelli che non sono stati prodotti in sede ispettiva.

Quali documenti vengono richiesti normalmente in sede di verifica?

  1. Atto costitutivo e Statuto;

  2. Certificato di attribuzione del codice fiscale e/o della partita IVA, in questo secondo caso serve anche la comunicazione di apertura della partita IVA, se è stata effettuata opzione per il regime fiscale 398.

  3. Certificato di iscrizione ai vari registri, se necessari e previsti dalla legge (CONI; ONLUS, APS).

  4. Libro Soci;

  5. Domande di ammissione dei nuovi soci;

  6. Libro verbali di assemblea;

  7. Libro verbali consiglio direttivo (tra cui devono esseci i verbali di definizione della quota associativa e delle tariffe annuali);

  8. Convocazioni delle assemblee dei soci;

  9. Rendiconto annuale e le pezze giustificative delle entrate e delle uscite: ricevute di contributi ai soci, fatture emesse, fatture e scontrini in entrata;

  10. Regolamenti eventualmente adottati;

  11. Documenti di eventuali collaboratori /professionisti retribuiti: lettere di incarico, dichiarazione di attività dilettantistica (per gli sportivi dilettanti), certificazioni uniche;

  12. I modelli fiscali presentati (se necessari), modello 770, il modello EAS, modello IRAP, con le relative ricevute di invio

Il controllo fiscale è finalizzato in primo luogo a cercare di dimostrare se la associazione sia veramente tale o sia una azienda mascherata per evadere le tasse e non versare contributi. Per questo è necessario tenere tutta la documentazione ordinata, completa e senza incongruenze. Se i documenti sono errati, carenti, o se ci sono delle incongruenze tra quanto scritto e quanto viene fatto, queste diventeranno prove per dimostrare che l’associazione non è realmente tale, e gli accertatori del fisco potranno ricostruire i volumi in modo induttivo. Ricordiamo, inoltre, l'importanza che lo Statuto sia aggiornato alle normative che si susseguono nel tempo. Anche uno Statuto che non contenga quanto indicato dalla legge, può fare decadere i benefici previsti dalla normativa.

Chi può effettuare i controlli?

Gli accertamenti fiscali sono effettuati da Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, e per le sole associazioni con partita Iva e opzione regime 398, anche dalla SIAE.

Altri Enti possono effettuare controlli più mirati su questioni di loro competenza, come l’Ispettorato del Lavoro per la parte dei collaboratori, l’ASL per la gestione della eventuale attività di somministrazione alimenti, i Vigili del Fuoco per la parte legata alle licenze di pubblico spettacolo o alla sicurezza. Questi Enti non verificano tutta la documentazione dell’associazione, ma solo la parte di loro stretta competenza. Accade molto spesso che verificando un aspetto specifico si raccolgano altri elementi che fanno quindi partire una segnalazione per un accertamento fiscale.

Per questo è importante per una associazione avere sempre i documenti ordinati, facilmente reperibili e consegnare agli accertatori solo quelli che vengono richiesti. Spesso succede, infatti, che a far accendere un campanello d'allarme per una segnalazione fiscale, siano gli stessi presidenti che, pur volendo dimostrare la massima collaborazione, esibiscono documenti che non vengono richiesti.



 

Redazione

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