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Covid19, eccezioni al rinvio delle udienze civili nei procedimenti per famiglia, minori e persone

La grande maggioranza delle eccezioni previste dal d.l. (art. 83 comma 3 lett. a) riguarda proprio la materia del diritto di famiglia, minori e persone. L'OCF (Organismo Congressuale Forense), gruppo di lavoro famiglia e diritti, ha elebaorato un documento per cercare di focalizzare nel migliore dei modi le eccezioni al rinvio delle udienze civili e alla sospensione dei termini, anche con riferimento alla mediazione e negoziazione assistita.

Ormai è chiaro a tutti gli operatori del diritto che sono espressamente escluse dal rinvio (la indicazione è tassativa) i procedimenti sotto elencati e analizzati.

A) Le cause di competenza del Tribunale per i Minorenni relative alle dichiarazioni di adottabilità, minori stranieri non accompagnati, minori allontanati dalla famiglia e alle situazioni di grave pregiudizio.

B) Le cause relative ad alimenti o a obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità. la norma non è chiarissima e lascia ampia discrezionalità ai capi degli uffici giudiziari i quali hanno adottato protocolli non uniformi in tutto il territorio nazionale. La relazione illustrativa del decreto legge in esame ha specificato che la locuzione “derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità” viene ripresa dalle indicazioni euro-unitarie con riferimento al Regolamento 4/2009 CE, e manifesta l’intento di non limitare la trattazione in via eccezionale alle sole controversie alimentari strictu sensu. “Il Regolamento 4/2009 CE, secondo l’interpretazione giurisprudenziale comunitaria che se ne è occupata nel tempo ( Corte Giustizia 6.3.198 C-120/79; 27.2.1997 C-220/95) si discosta dalla nozione di alimenti propria del diritto italiano – si legge nel documento Ocf - facendo invece riferimento ad una concezione più ampia che include, a titolo di mero esempio, gli “assegni di divorzio”. Si pone, a questo punto un problema interpretativo del dato normativo letterale (per come chiarito nella relazione illustrativa); si ritiene che esso debba però essere valutato tenendo prioritariamente conto delle finalità espressamente enunciate dal decreto, ovvero il contenimento del contagio e la necessità di evitare –nelle forme più ampie possibili –il contatto tra le persone. In questa ottica può ritenersi –nei limiti consentiti da un primo esame - che la eccezione non riguardi automaticamente tutte le controversie inerenti obbligazioni alimentari (nella interpretazione amplia fornita dal giudice europeo); la indifferibilità della trattazione (dalla quale potrebbe discendere la mancata sospensione dei termini) verrà valutata dagli uffici giudiziari, cui spetta il compito di esaminare i procedimenti in corso nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 15 aprile 2020, dandone poi comunicazione alle parti”.

C) I procedimenti cautelari aventi ad oggetto diritti fondamentali della persona.

D) I procedimenti per l’adozione di provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione nei soli casi in cui viene dedotta una motivata situazione di indifferibilità incompatibile con la adozione di provvedimenti provvisori e sempre che l’esame diretto della persona del beneficiario, interdicendo o inabilitando non risulti incompatibile con le sue condizioni di età e salute. La locuzione usata “procedimenti per l’adozione di provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno...”potrebbe far pensare alla esclusione di ogni procedimento inerente i soggetti deboli e vulnerabili (ovvero tutti i procedimenti che dovessero sorgere nel corso della tutela, amministrazione di sostegno ecc.). Tuttavia il riferimento alla possibilità di adozione di provvedimenti provvisori (tipici della fase introduttiva) e, soprattutto, l’uso dei termini interdicendo e inabilitando consentono di poter affermare che i procedimenti esclusi dai rinvii e dalla sospensione dei termini siano quelli relativi alla dichiarazione dei relativi status.

E) I procedimenti di convalida da parte del giudice tutelare del provvedimento che dispone il Trattamento Sanitario Obbligatorio in condizione di degenza ospedaliera; ricorso degli interessati contro il provvedimento di convalida del giudice tutelare.

F) I ricorsi al giudice tutelare per ottenere la autorizzazione alla interruzione volontaria della gravidanza per le donne di età inferiore ai 18 anni.

G) I procedimenti per l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari (art. 342 bis c.c.).

H) I procedimenti di convalida della espulsione, allontanamento e trattenimento di cittadini di paesi terzi e dell’Unione Europea. Trattasi di materia a cui la vigente normativa attribuisce carattere assolutamente prioritario, trattandosi di procedimenti sullo status personale,con ricadute sulle connesse misure di protezione e sostegno dello Stato. Tuttavia mentre l’art. 83, comma 3, lett. a) sicuramente esclude dalla disciplina sospensiva le udienze strettamente relative all’impugnazione di provvedimenti di espulsione o allontanamento, altrettanto non può dirsi per il ben più rilevante numero di ricorsi avverso il rigetto delle domande di protezione internazionale ed asilo che invece subiscono già ora rinvii come il contenzioso ordinario. Peraltro,non è chiaro nell’applicazione da parte delle singole sezioni specializzate dei Tribunali presso i capoluoghi distrettuali se i cautelari connessi a tale tipologia di ricorsi siano soggetti o meno alla sospensione di cui al comma 1 dell’art.83.

I) Tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti. Solo in questi casi la dichiarazione di urgenza è fatta dal capo dell’ufficio giudiziario, un suo delegato o, quando il procedimento è già iniziato dal Giudice istruttore o dal Presidente del Collegio, sempre con provvedimento non impugnabile.

L) L’ulteriore ipotesi di esclusione (art. 283, 351 e 373 c.p.c. circa i provvedimenti relativi alla esecuzione provvisoria in fase di impugnazione, riguarda tutti i procedimenti, senza alcuna distinzione di materia.

Procedimenti di risoluzione alternativa delle controversie. (Mediazione, Negoziazione Assistita, Risoluzione stragiudiziale delle controversie)

Il comma 20 dell’art. 83 del d.l, prevede espressamente che nello stesso periodo (dal 9 marzo al 15 aprile 2020) siano sospesi i termini per lo svolgimento di qualsiasi attività nei procedimenti di mediazione, negoziazione assistita nonché in tutti i procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie regolate dalla legge, quando siano condizione di procedibilità della domanda giudiziale, promossi entro il 9 marzo 2020, con sospensione dei relativi termini di durata massima dei medesimi procedimenti.

“In materia di separazione, divorzio e modifica delle relative condizioni, come noto – si evidenzia nel documento del gruppo lavoro dell'Ocf - i procedimenti di negoziazione assistita non sono condizioni di procedibilità della eventuale domanda giudiziale, sicché dovrebbe ritenersi che i relativi termini massimi di durata non possano intendersi sospesi. La disposizione suscita notevole perplessità e si ritiene che andrebbe risolta in sede di conversione la disparità di trattamento, in quanto la negoziazione assistita in materia “familiare” che, com’è noto, non è condizione di procedibilità della eventuale domanda giudiziale di separazione, divorzio o modifica non sarebbe soggetta a sospensione dei termini”.

Redazione

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