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Rivoluzione codice della strada: autovelox in città e multe anche dai netturbini

Manca la sola conversione in legge, ma il testo approvato venerdì scorso in Senato, nel decreto semplificazioni, compie una piccola rivoluzione al Codice della Strada.

Le nuove norme saranno vicine alla mobilità alternativa all’automobile, soprattutto a partire dalla possibilità di installare autovelox anche nelle strade di quartiere fino a quella che consente ad autisti di bus e ai netturbini di elevare le multe per divieto di sosta. Ma procediamo con ordine.

Con il nuovo codice, previo ok del prefetto, si potranno installare autovelox per ridurre la velocità anche nelle strade urbane di quartiere e locali, mentre oggi sono previsti solo per le strade a scorrimento veloce.

Nel nuovo codice entrano Zone 30, strade urbane ciclabili - dove le auto possono viaggiare solo a 30 chilometri orari, corsie ciclabili e doppio senso ciclabile. Un’altra novità saranno le bici nelle corsie dei bus, se non ci sono le rotaie dei tram e solo se larghe almeno 4,3 metri.

Si tratta, dunque, di una mobilità dolce tutta incentrata sulla sicurezza stradale. Ma gli esperti non sono tutti d’accordo nel promuovere la misura che, dicono, non è dimostrato possa portare meno incidenti. Sarà possibile, inoltre, prevedere il doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico per le auto, solo dove lo decide il comune.

Quanto alla sosta selvaggi, sarà sanzionata anche dai netturbini. Nel Codice della strada entra un nuovo articolo, il 12 bis, che consentirà anche ai dipendenti dei Comuni e delle società private che gestiscono la sosta regolamentata o che gestiscono i parcheggi di accertare le violazioni della sosta o della fermata. Lo stesso potere, compreso quello di disporre la rimozione dei veicoli, sarà concesso anche ai dipendenti delle aziende municipalizzate o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia delle strade. In questo caso, però, il potere di elevare multe in materia di sosta o di fermata sarà limitato ai casi “connessi all’espletamento delle predette attività”.

Ciò, però, non vuol dire che potranno farlo solo se l’auto intralcia lo svuotamento di un cassonetto. La norma, infatti, parla anche di “aree limitrofe a quelle oggetto dell’attività di propria competenza che sono funzionali, rispettivamente, alla gestione degli spazi per la raccolta dei rifiuti urbani o alla fruizione delle corsie o delle strade riservate al servizio di linea”. Non solo. In tutti i casi per accertare le violazioni sarà possibile ricorrere all’uso della tecnologia digitale e a strumenti elettronici e fotografici. Il potere di elevare multe sarà concesso a persone senza precedenti penali e dopo il superamento “di un’adeguata formazione”. A loro sarà conferita, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, la qualifica di pubblico ufficiale

Redazione

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