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Cassazione, la targa prova non vale per l'uso di veicoli già immatricolati

La targa prova non è valida sui veicoli immatricolati: lo ha statuito la Cassazione, III sez. civ. con la sentenza 25 agosto la n. 17665.

La pronuncia degli Ermellini è una vera e propria bufera che si abbatte su tutte le categorie professionali che maggiormente utilizzano le targhe prova sui veicoli per testarli su strada. La statuizione è contenuta in una pronuncia su un sinistro mortale e relative contestazioni sul risarcimento dei danni da parte della compagnia assicurativa legata alla targa di prova.

La compagnia assicurativa della targa prova, infatti, si era rifiutata di pagare i danni invocando che l’impiego della targa prova, non poteva considerarsi legittimo in quanto la stessa avrebbe dovuto essere utilizzata solo su un veicolo non ancora immatricolato. L’incidente mortale era avvenuto durante un giro di prova su un veicolo nel quale il proprietario aveva lamentato problemi meccanici. In realtà la storia è più complicata, ovvero che la “targa prova” non era stata rinvenuta nell’immediatezza del sinistro, ma in un secondo momento ed ai margini di una scarpata. La Cassazione ha dato ragione alla compagnia assicurativa della targa prova scaricando la responsabilità alla compagnia assicurativa del veicolo. 

In sostanza, la targa prova non copre dal rischio assicurativo chi la usa su una vettura già immatricolata e coperta da RC Auto: vale infatti, in caso di sinistro, la copertura dell’auto già immatricolata.

Gli ermellini hanno infatti stabilito che la targa prova costituisce una deroga e, sostanzialmente "sana", la mancanza di carta di circolazione e, quindi, di immatricolazione. Il presupposto è che non ci sia la carta di circolazione. La targa prova rappresenta, in definitiva, una deroga all’immatricolazione e alla documentazione propedeutica alla "messa in circolazione", ma se l'auto è già in regola con i due presupposti (Carta di circolazione e immatricolazione), la deroga non è funzionale.

In precedenza il Ministero dell'Interno con la circolare 300/A/4341/18/105/20/3 del 30 maggio 2018 aveva dato un parere in cui dichiarava come la prassi di utilizzare la targa prova su veicoli immatricolati non corrispondesse alle finalità del dettato normativo. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il parere 4699/M363 del. 4.4.2004 si era invece dimostrato possibilista sull'utilizzabilità della targa prova anche sui veicoli immatricolati. Il Ministero dell'Interno aveva disposto la sospensione di ogni attività sanzionatoria che avrebbe comportato un danno a varie categorie economiche.

Dopo questa sentenza sulla targa prova, il Ministero dell’Interno dovrà emanare ulteriori disposizioni o sollecitare un intervento legislativo per risolvere un problema che potrebbe mettere in ginocchio le migliaia di attività economiche del settore, già molto provate dalla crisi Covid-19 in corso.

Una assurdità che blocca questa tipologia di attività su veicoli che non sono assicurati e che devono comunque muoversi come hanno sempre fatto fino ad oggi con la targa prova e relativa copertura assicurativa.

Redazione

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