• Home
  • Settori
  • Condominio
  • Liti condominiali? La soluzione immediata per riportare la pace è la mediazione civile
liti_condominiali_1.jpg

Liti condominiali? La soluzione immediata per riportare la pace è la mediazione civile

Incomprensioni, difesa dei propri spazi, questioni economiche , ripartizione delle spese, interventi sugli spazi comuni ed anche dispetti tra vicini: queste sono solo alcune delle cause che ogni anno spingono tanti italiani ad intraprendere un contenzioso condominiale.

Secondo le statistiche più recenti del Ministero della Giustizia, su quasi cinque milioni di cause civili pendenti nelle sedi giudiziarie italiane, un quinto circa sono relative a questioni condominiali. Un contenzioso enorme che ingolfa la Giustizia e che spesso tratta questioni bagatellari (di poca importanza).

Le cause più frequenti di lite fra condomini, infatti, sono dovute ad immissioni di rumori o odori nelle aree comuni o negli appartamenti vicini; collocazione in aree comuni di oggetti o veicoli di singoli condomini; rumori causati dai giochi dei bambini in cortile; sgocciolamento causato dall’innaffiatura di piante sui balconi o anche più semplicemente il bucato steso, lancio di mozziconi di sigaretta da balconi e finestre, tappeti sbattuti, tovaglie scrollate, animali a passeggio in aree comuni. Liti spesso futili ma che non vanno sottovalutate, perché spesso ne va della serenità e della salute delle persone.

Una soluzione valida per gestire queste liti e per riportare la pace tra i condomini in tempi rapidi è l'utilizzo dell'istituto della mediazione civile. Infatti, considerate le finalità ed i metodi della mediazione (il mediatore è sempre un terzo che cerca di mediare e conciliare le posizioni delle parti, senza esprimere giudizi), è possibile ridurre la conflittualità e agevolare la ripresa del dialogo fra le parti.

Quali sono le liti condominiali oggetto di mediazione?

Tutte. Sia quelle che rientrano nella mediazione obbligatoria (la maggior parte) che quelle che possono essere introdotte in maniera volontaria o facoltativa. Insomma, tutte le  controversie che derivano dalla violazione o dall’errata applicazione delle disposizioni contenute nel codice civile in tema di condominio. Vi rientrano l’opposizione a delibere assembleari, contestazioni relative le parti comuni dell’edificio, regolamenti condominiali, la convivenza con gli altri condomini, le questioni relative alle parti comuni dell’edificio, a migliorie, innovazioni, manutenzione e ricostruzione, quelle relative alla ripartizione delle spese, lo scioglimento del condominio, la revisione dei valori dei piani e delle unità immobiliari, le infrazioni al regolamento e tanto altro.

Chi può chiedere una mediazione in materia di condominio?

Quando la parte richiedente è Il condomino o l’amministratore del Condominio questi possono presentare la domanda di mediazione a un Organismo di mediazione che abbia una sede nel circondario del Tribunale ove ha sede il condominio. Il condominio, l’amministratore e i condomini, possono anche essere chiamati in mediazione da uno o più condomini o da eventuali terzi.

Cosa deve fare l’amministratore se il condominio viene chiamato in mediazione?

Il comma 5 dell’articolo 71-quater delle disposizioni di attuazione del codice civile stabilisce che nelle controversie con mediazione obbligatoria secondo l’articolo 5, comma 1, del Dlgs 28/2010, la proposta di mediazione deve essere approvata dall’assemblea con la maggioranza stabilita dall’articolo 1136, comma 2, del Codice civile (la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio); la disposizione termina precisando che, se non si raggiunge tale maggioranza, la proposta si deve intendere non accettata.

Anche per promuovere la mediazione, l’amministratore deve essere autorizzato da una delibera assembleare, assunta con la maggioranza di cui all’art. 1136 c. 2 del codice civile.

La comunicazione della domanda di mediazione blocca il termine decadenziale di 30 giorni per l'impugnazione della delibera. Come è noto il condomino ha trenta giorni per proporre domanda giudiziale contro la delibera condominiale, che decorre dalla data dell'assemblea, se dissenziente, o dalla data della comunicazione del verbale, se assente, a pena di decadenza, in questo caso la comunicazione all'amministratore del condominio della domanda di mediazione blocca il termine decadenziale. È quindi necessario che il condomino, oltre a presentare la domanda di mediazione all’Organismo, invii altra copia della domanda, sottoscritta, all’amministratore del condominio con modalità idonee a dimostrare la data di ricevimento (raccomandata A/R, Pec o anche tramite Ufficiale Giudiziario).

Che valore ha l’accordo raggiunto in sede di mediazione?

L’accordo vincola le parti e quindi l’amministratore deve essere preventivamente autorizzato dall’assemblea con il citato quorum deliberativo di cui all’art. 1136, comma del codice civile. È importante ricordare che l’accordo di mediazione, sottoscritto dai legali che assistono le parti, ha direttamente valore di titolo esecutivo e consente ogni azione esecutiva.

Chiara Lex

 

Redazione

Laleggechiara.it è un periodico di informazione giuridica, amministrativa, fiscale, culturale.
Direttore Resp.: Michele La Rocca
Reg. trib. Vibo Valentia n. 108
del 15/01/2001 (suppl.)

Seguici su

Siamo presenti sui principali social media per informarvi in modo costante e preciso.

Contatti

  • Tel.: (+39) 331 1677326
  • E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Sede: Via Aldo Palazzeschi, 5
    89900 Vibo Valentia

Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento e alla navigazione del sito. Cliccando sul pulsante Acconsento si autorizza l'uso dei cookie.
Ok